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Si CT 024: Grotta del Burrò

Si CT 024: Grotta del Burrò
 

Sinonimi:  
Comune:  Randazzo
Località:  Feudo Annunziata
I.G.M.:  261 II NE Bronte (1969)
Latitudine N:  37° 49' 34"
Longitudine W:  14° 56' 04"
U.T.M.:  
Quota:  1225
G.P.S. (geo):  
G.P.S. (utm):  
Sviluppo:  240
Dislivello:  5
Idrologia:  Stillicidio intenso
Percorribilità:  Buona
Andamento:  Orizzontale
Terreno:  Lave non datate del Mongibello recente



Itinerario:  Da Randazzo salire lungo la carreggiabile che conduce alla caserma forestale di Monte Spagnolo. Giunti a q 1300, nelle vicinanze di Monte Piluso, qualche decina di metri prima di entrare in terreno demaniale, conviene abbandonare la carreggiabile e proseguire scendendo leggermente di quota in direzione ovest-sud-ovest, attraverso antiche lave adibite a pascolo. Non esiste un sentiero che porti alla grotta. Essa dista dalla carreggiabile poco più di 50 m ma non è facile trovarla perchè l'ingresso non è visibile da lontano ed il paesaggio è piuttosto uniforme. La cavità si apre sul fondo di una depressione ellittica con pareti scoscese, dove si insedia una folta vegetazione. L'ingresso è costituito da tre aperture delle quali quella centrale è più ampia e agevole.

Descrizione:  Trattasi di un'ampia galleria di scorrimento, lunga oltre 200 m e con notevole pendenza specialmente nel tratto iniziale. Il pavimento è di grandi blocchi di crollo e scorie laviche grossolane; a metà della galleria vi è una zona fangosa dove l'abbondante percolamento dà luogo a larghe pozzanghere. La volta è quasi sempre più alta di 3 m con numerose lamine distaccate. Le pareti in qualche tratto mostrano delle rigature orizzontali e dei cordoni. A metà della grotta trovasi una piccola sala situata ad un livello superiore e facilmente accessibile. Riteniamo che questa sala si sia formata durante lo svuotamento della galleria principale per il distaccarsi dalla parete occidentale di una grande lamina che si è piegata verso l'interno della cavità appoggiandosi alla parete opposta. Nel tratto terminale la galleria si divide in due gallerie più piccole e parallele che si ricongiungono più a valle. Quella di destra è più larga, quella di sinistra è più angusta e con pavimento fangoso. La grotta termina con una piccola sala dalla forma irregolare.

Bibliografia:  Recupero, 1815; Sartorius, 1880; Andronico D.,1930; Miceli F.,1933; Poli E.,1959; Brunelli F., Scammacca B.,1975

Iconografia: